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Informazioni turistiche della Provincia di Ravenna

Profilo dell'area

Da Visitare: Arte, Storia, Cultura nella Provincia di Ravenna

Ravenna: capitale del mosaico

I tre colli di Brisighella

Casola Valsenio: il paese delle erbe e dei frutti dimenticati

Il sale dolce di Cervia

Le ceramiche di Faenza

Emozioni mirabolanti in riva all'Adriatico: Mirabilandia

Le campane di Russi

Profilo dell'area

Profilo dell'area della Provincia di Ravenna

 

Il territorio della pianura ravennate sui apre fra la Via Emilia e il mare, solcato da occidente a oriente dai fiumi Santerno, Senio, Lamone, Montone, Ronco e Savio; lo chiude a nord il Reno, che ricalca u'antico alveo del Po. La fascia alta e mediana di questa parte della pianura è disegnata dal reticolo di strade e di scoli impostato in età romana e in seguito innervato nella sezione più insediata della regione, quella percorsa dalla via Emilia: in questa zona si trovano tutti i centri di fondazione medievale. La parte bassa della pianura è frutto di un secolare modellamento dovuto alla grande instabilità idrografica, faticosamente arginata da una lunga opera di bonifica idraulica, conclusa solamente nella prima metà del Novecento. Quindi si passa da un paesaggio di campi intensamente coltivati, inframezzati da estesi frutteti, alla liscia aritiva piattezza delle "Larghe", i grandi appezzamenti vuoti di alberature che ricoprono i terreni bonificati; i fiumi scorrono pensili e gli abitati, di recente sviluppo, si snodano a filo delle strade, attestate sulle terre alte. Qui, a oriente, di poco distanziata dalla linea di costa, sullo sfonfo del suo vastissimo territorio comunale, sorge Ravenna, antica città di mare arenata nel sedimento dei suoi fiumi, ma ancora allacciata alla navigazione da un attivissimo porto-canale.


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Ravenna: capitale del mosaico

Ravenna: capitale del mosaico

 

Ravenna è un prezioso scrigno d’arte,di storia e di cultura che fu per ben tre volte capitale:dell’Impero Romano d’Occidente,di Teodorico re dei goti e dell’Impero di Bisanzio in Europa. Nelle sue basiliche e nei battisteri si conserva il più ricco patrimonio di mosaici dell’umanità risalente al V e al VI secolo. I più belli si trovano nel mausoleo di Galla Placidia, sorella di Onorio, l’ imperatore romano che trasferì nel 402 d.C. la capitale dell’impero d’Occidente da Milano a Ravenna, nel Battistero neoniano, il più antico tra i monumenti ravennati, sulla cupola del battistero degli Ariani, nella splendida basilica di Sant’ Apollinare Nuovo all’interno della cappella arcivescovile o di Sant’Andrea, nell’ottagonale basilica di San Vitale e nell’affascinante basilica di Sant’Apollinare in Classe, che nel Cinquecento,quando fu costruita, si trovava in riva al mare. Oltre che a queste sette meraviglie, dichiarate dall’ UNESCO Patrimonio dell’umanità,è necessario fare una sosta anche al mausoleo di Teodorico, costruito nel 520 d. C, dalla stesso imperatore, come tomba. Le sue spoglie vennero rimosse durante il dominio bizantino. Tra gli altri numerosi monumenti della città vale sicuramente la pena visitare il tempietto settecentesco che conserva le ossa di Dante Alighieri. All’ interno,sopra il sarcofago,un rilievo scolpito nel 1483 raffigura Dante davanti a un leggio,mentre al centro arde una lampada votiva alimentata con olio d’oliva degli Appennini toscani,donato ogni anno dalla città di Firenze. Il Mar , Museo d’arte della città di Ravenna, all’interno del complesso monumentale della Loggetta lombardesca, il monastero cinquecentesco dell’adiacente abbazia di Santa Maria in Porto, è sede di interessanti mostre temporanee. Chi ama il mare può infine visitare il Museo nazionale delle attività subacquee che racconta la storia dell’attività legata all’ambiente subacqueo e della sua conquista da parte dell’uomo. Fuori dallo spazio si trova una riproduzione, realizzata a mosaico,dell’elmo dello scafandro inventato dai fratelli Deane nell’ Ottocento.


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I tre colli di Brisighella

I tre colli di Brisighella

 

L’antico borgo medioevale e termale di Brisighella sorge nella rigogliosa valle del Lamone,ai piedi di tre pinnacoli rocciosi sui quali si ergono gli edifici simbolo della cittadina. Sulle colline che la circondano crescono rigogliosi gli olivi,dai quali nasce un ottimo extravergine di oliva,da scoprire visitando il Museo dell’olio di Brisighella,museo diffuso all’aperto con varie stazioni collegate da una passeggiata, che si conclude alla CAB,cooperativa agricola che produce l’olio di Brisighella DOP. La torre dell’Orologio,di forme ottocentesche ma di fondazione medioevale,domina la prima altura. L’imponente Rocca manfrediana,di origine trecentesca, sorge sulla seconda altura,mentre il settecentesco santuario della Madonna del Monticino,eretto per ospitare l’antica immagine in terracotta colorata che raffigura La Madonna col Bambino,occupa il terzo colle. Ai piedi della torre dell’orologio s’incontra il dedalo di antiche viuzze con tratti di cinta muraria e scale scolpite nel gesso del centro storico di Brisghella. Qui tra giugno e luglio,si celebrano le Feste medioevali,con cortei storici,spettacoli teatrali all’aperto,mostre,concerti,banchetti e mercati. Sorgenti di acque sulfuree e salso-bromoiodiche fanno della cittadina una fiorente località termale.


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Casola Valsenio: il paese delle erbe e dei frutti dimenticati

Casola Valsenio: il paese delle erbe e dei frutti dimenticati

 

Casola Valsenio è un suggestivo borgo dell’alta valle del Senio, al confine con quella parte della provincia di Firenze che sconfina sul versante adriatico dell’Appennino. La vocazione di questo borgo è in quelle erbe officinali che già agli inizi del Novecento erano raccolte nei terreni non coltivati, essiccate e vendute, e delle quali nel 1938 il giovane Augusto Rinaldi Ceroni iniziò a sperimentare la coltivazione. Una prova che ha dato vita a un vero orto botanico specializzato in piante officinali, dove su oltre quattro ettari vengono coltivate più di quattrocento varietà di erbe. Oggi il giardino delle Erbe, rappresenta un importante punto di riferimento per tutto il mondo scientifico e per chi si occupa, per lavoro o solo per curiosità,di queste piante. È dotato di un centro di documentazione,laboratori e olfatto teca e propone ai suoi visitatori itinerari didattici,visite guidate e consulenze a chi vuole mettere alla prova il suo pollice verde. Si possono acquistare piante, semi e prodotti derivati o passeggiare per i bei gradoni coltivati respirando un’ atmosfera magica e profumata. Dal giardino parte poi la strada della Lavanda, che collega la piccola frazione di Zattaglia,posta nel cuore del Parco della vena del gesso romagnola, alla valle del Santerno. Tra luglio e agosto il parco del Cardello (residenza del poeta Alfredo Oriani), i cortili segreti della città vecchia, il giardino delle Erbe, monte Battaglia,la centrale piazza Sasdelli, l’abbadia di Susinana,le cave del Parco della vena del gesso romagnola, il fiume Senio e altri luoghi non convenzionali ospitano concerti, narrazioni, laboratori, performance, escursioni, workshop e mostre della rassegna Casola…è una favola.


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Il sale dolce di Cervia

Il sale dolce di Cervia

 

Cervia cura gelosamente le sue antiche saline, dalle quali si estrae un sale definito dolce perché privo di quel retrogusto amarognolo caratteristico degli altri Sali. Il vasto complesso delle saline è attraversato da circa cinquanta chilometri di canali,in piccola parte percorribili durante le interessanti visite guidate organizzate, nella bella stagione ,dalla salina Camillone. Durante il tour viene illustrato il ciclo produttivo del sale e si osservano fenicotteri,cavalieri d’ Italia e decine di altri uccelli che sostano o nidificano nell’oasi protetta. Il viaggio nell’affascinante mondo del sale marino prosegue poi nel magazzino del sale,costruito nel 1691 per lo stivaggio del prezioso condimento in attesa di essere imbarcato e oggi trasformato in museo. L’esposizione racconta le varie fasi dell’estrazione artigianale del sale dall’acqua di mare, così come avveniva prima dell’introduzione dalla meccanizzazione. Nel giardino antistante, la fontana chiamata Tappeto sospeso,ideata da Tonino Guerra,ricorda i colori dalla flora e della fauna della Romagna e la tradizione salinara della cittadina,evocata dai bianchi mucchi di sale trasportati dal tappeto. Una passeggiata nel centro storico permette di ammirare la cattedrale del 1699 e il Palazzo comunale, edificato all’inizio del Settecento, con il cortile interno trasformato in piazza dedicata allo scambio e al commercio. Dal mese di agosto la spiaggia libera di Cervia si trasforma in un museo a cielo aperto dove sono esposte le sculture di sabbia create in tre giorni da artisti provenienti da tutto il mondo. Una speciale soluzione di acqua e colla conserva le curiose opere d’arte fino al mese di ottobre.


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Le ceramiche di Faenza

Le ceramiche di Faenza

 

Faenza è la ceramica. E la ceramica è Faenza. Un binomio inossidabile che ha reso la cittadina romagnola famosa grazie al bel Museo internazionale delle ceramiche fondato nel 1908 da Gaetano Ballardini, che riunisce su una superficie di quasi diecimila metri quadrati capolavori di tutte le epoche, provenienti dai cinque continenti. Oltre alla produzione faentina, le sale custodiscono manufatti delle culture precolombiana e dell'antichità classica (dalla preistoria all'epoca romana) e le produzioni del medio ed estremo oriente (Islam, Cina, Giappone, Corea……). Il museo, oltre ad essere il più grande al mondo nel suo genere, è anche un importante centro di ricerca e documentazione (50.000 i volumi della biblioteca, 20.000 le immagini della foto teca) e ospita anche un gabinetto di restauro e il laboratorio per bambini ” Giocare con l'arte” nato su progetto del grande designer Bruno Munari. Altre esposizioni dedicate alle ceramiche si trovano nelle numerose botteghe artigiane e nelle gallerie d'arte, oltre che nelle sale del museo Carlo Zauli. Il cuore del centro storico è rappresentato da Piazza della Libertà sulla quale si affacciano la cattedrale del 15º secolo, una fontana settecentesca e la seicentesca Torre civica, che introduce alla porticata Piazza del Popolo. Qui si trovano il Palazzo del Podestà e il Palazzo municipale, già reggia dei Manfredi. La quarta domenica di giugno lo stadio comunale di Faenza accoglie cavalieri del Palio del Niballo, una delle più antiche conosciute giostre medievali italiane. A sfidarsi soni i cavalieri dei 5 rioni storici della cittadina che, in una corsa al galoppo, devono colpire con la lancia il bersaglio, di 8 cm di diametro, posta all'estremità dei due bracci del pupazzo del Niballo. La corsa è preceduta da un corteo storico a cui prendono parte oltre quattrocento figuranti.


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Emozioni mirabolanti in riva all'Adriatico: Mirabilandia

Emozioni mirabolanti in riva all'Adriatico: Mirabilandia

 

Mirabilandia, il più grande parco divertimenti italiano, è solitamente aperto da aprile fino al giorno di Halloween. Tante le attrazioni per tutte le età, da quelle dedicate a chiama emozioni forti fino a quelle consigliate ai bambini più piccoli e a tutta la famiglia. Tra queste due spericolate montagne russe, tra le migliori d'Europa, Reset , il primo dark ride (attrazione ambientata nel buio) interattivo d'Italia, a metà strada tra un poligono di tiro è un set cinematografico, le discese su canotti a due posti lungo le rapide del Blue River e le innocue giravolte sulle pentole stregate. Quando si è stanchi ci si può rilassare seguendo uno dei numerosi spettacoli, tra i quali hanno particolare successo scuola di polizia, che intrattiene il pubblico con le evoluzioni spettacolari di auto e moto, accompagnate da effetti speciali di grande impatto, e le proiezioni 3D. La visita può durare l'intera giornata e per potere fruire di tutte le attrazioni, pesce con le più recenti, bisogna armarsi di un po' di pazienza dato che, specie in alta stagione, le code sono abbastanza lunghe. Mirabilandia beach , aperto solo in estate , propone, infine, scivoli e piscine degne di un classico parco acquatico.


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Le campane di Russi

Le campane di Russi

 

Sono due i musei insoliti e vivace centro agricolo- industriale di Russi. Nel centro storico si visita il museo di arte campanaria, una delle più singolari collezioni di campane formata da oltre 40 esemplari, alcuni dei quali di raro pregio. Percorrendo invece la strada San Vitale, in direzione Ravenna, si incontra il Museo dell'arredo contemporaneo, una collezione di design e arredamento di interni tra le più importanti in Europa. Tra gli altri motivi di una visita a Russi, l'antica Rocca trecentesca, sede del Museo civico con la pinacoteca, reperti archeologici provenienti dalla Villa romana e una raccolta di documenti, lettere, libri, medaglie, diplomi, fotografie, disegni e cimeli appartenuti ad Alfredo a carini (russi, 1826-1890), ingegnere, deputato del regno e poi ministro dei lavori pubblici. Passeggiando per le vie del centro, si ammirano alcuni edifici religiosi del Settecento, l'ottocentesco teatro comunale, la chiesa di SantaApollinare e la chiesa dell'Addolorata, decorata a stucchi. Poco fuori il centro abitato si visita uno dei ritrovamenti romani più importanti e meglio conservate del Nord Italia : la Villa romana del primo secolo a.C. , con i pavimenti in mosaico bianco e nero di rara bellezza. A circa 2 km da russi, nei pressi dell'argine destro del fiume Lamone , sorge il monumentale Palazzo di San Giacomo, di fine Cinquecento, residenza di villeggiatura estiva dei Rasponi , nobile famiglia ravennate. In luglio Russi, insieme a Faenza, Tredozio e Modigliana, ospita Saxarts festival con workshop e concerti interamente dedicati al sassofono.


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